Collaborazioni domestiche, ripetizioni, servizi stagionali nell'agricoltura e nel turismo, servizi di baby sitting sono solo alcune delle prestazioni lavorative che possono essere retribuite con i buoni lavoro che da lunedì 27 febbraio sono disponibili presso gli sportelli dei 14mila uffici postali d'italia. I voucher sono assegni utilizzati per retribuire i lavori occasionali e saltuari
il datore di lavoro può acquistare i voucher in contanti o tramite Postamat, presentando la tessera sanitaria per la verifica del codice fiscale o comunicando la partita Iva. E' previsto un limite giornaliero di acquisto di 5mila euro lordi. Dal giorno successivo all'acquisto, e prima dell'inizio della prestazione di lavoro, il datore di lavoro dovrà comunicare all'Inps il proprio codice fiscale, la tipologia di attività, i dati del prestatore (nome, cognome, codice fiscale), il luogo di lavoro, la data d'inizio e fine della prestazione.
Il valore nominale di un voucher è pari a 10 euro ma esiste anche un voucher multiplo del valore di 50 euro, equivalente a cinque buoni non separabili. Il valore nominale comprende la contribuzione in favore della gestione separata dell'Inps (13%), che viene accreditata sulla posizione individuale contributiva del prestatore; di quella in favore dell'Inail per l'assicurazione anti-infortuni (7%) e di un compenso al concessionario. Il valore netto del voucher da 10 euro, cioè il corrispettivo netto della prestazione, in favore del prestatore, è quindi pari a 7,50 euro. Il valore netto del buono da 50 euro per il lavoratore, è invece pari a 37,50 euro. Lo scopo dei voucher è quello di facilitare la prestazione regolare di lavoratori impegnati per un periodo di tempo limitato, garantendo la copertura assicurativa e quella previdenziale in modo da rendere i periodi di lavoro, anche se brevi, pienamente riconosciuti ai fini pensionistici.
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